Tropea e Dintorni

Arme della città di Tropea
Home Editoriale Politica Cultura Spettacoli Sport Economia Numeri utili Rubriche Archivio
Chi siamo Lettere Poesie Hotel Villaggi Tropea Località Dintorni Escursioni Itinerari Artisti
La collaborazione a Tropea e Dintorni è da intendersi a titolo gratuito ed a scopo divulgativo. Gli autori si assumeranno ogni responsabilità sul contenuto dei propri lavori. La redazione si riserva il diritto di accettare ogni elaborato.

Rss feed Rss Feed  
e-mail e - mail

Il Meteo Il meteo

Manifesti e volantini Manifesti 


Muri ricoperti di muffa e pavimenti inesistenti all'alberghiero di TropeaMuri ricoperti di muffa e pavimenti inesistenti all'alberghiero di Tropea

Gli alunni in rivolta per le carenze igienico-strutturali
"La situazione è grave" ha affermato la dirigente Beatrice Lento, l'edificio non risponde ai bisogni degli studenti


di Franca Maccarone

Tropea - Ad inizio di ogni anno scolastico, gli alunni dell’alberghiero di Tropea ricordano di avere sempre fatto presente agli organi superiori l’inagibilità della struttura che li ospita, ma come sempre l’anno si chiudeva e le loro rimostranze rimanevano puntualmente inascoltate. Una “storia infinita” che dura da anni  ma nessuno mai ha messo mano a risolvere i problemi che, anziché diminuire, col tempo invece sono aumentati, aggravando di fatto la situazione di precarietà in cui alunni e anche insegnanti sono costretti a misurarsi ogni giorno. E’ lungo l’elenco delle cose che non vanno, a cominciare dalle stanze che non sono a norma e non rispecchiano gli standard minimi di abitabilità, i pavimenti che quasi non esistono più, con le piastrelle che nel tempo sono saltate e che diligentemente gli operatori scolastici hanno accantonato a mucchietti lungo le pareti; e poi umidità che, specialmente in questi giorni di pioggia, ha coperto i muri a mò di carta geografica, condizione ideale per la crescita di colonie di blatte che proliferano indisturbate. I riscaldamenti, vecchi ed obsoleti, hanno fatto il loro tempo ed ormai non funzionano più, rendendo un’enorme cella frigorifera l’intero istituto. Basterebbero queste cose per creare le condizioni di uno sciopero legittimo e giusto? Se per questo, ne avanza, anche perché, come dicevamo, e ricordano gli studenti, sono anni che urlano al vento le loro proteste . E la Provincia, Ente titolare dell’edilizia scolastica, come da manuale promette, promette,  ma non fa. Saltata anche l’ultima promessa fatta dall’Ente provinciale, secondo la quale  entro la metà di novembre sarebbero stati eseguiti i lavori di adeguamento e l’attivazione dei riscaldamenti, ai giovani studenti dell’alberghiero è venuto meno anche l’ultimo filo di speranza che per l’anno in corso avrebbero potuto frequentare le lezioni in un ambiente più salubre e consono alle funzioni che l’istituzione scolastica dovrebbe garantire. Ed allora non è rimasto nient’altro che imbracciare l’arma dello sciopero ad oltranza. Agitazione più che sacrosanta, a questo punto, condivisa ed appoggiata dagli stessi genitori e “perfino dal nostro dirigente scolastico “hanno assicurato gli studenti, riconoscendo alla preside Beatrice Lento di essersi impegnata a risolvere il problema, rivolgendo pressanti e continue lettere alla Provincia, alle quali però non è finora stata data risposta. A fianco degli studenti dell’alberghiero, sono scesi in piazza anche i colleghi dell’istituto professionale, che pure loro non è che di problemi ne abbiano di meno. Infatti le lacune del professionale fanno certamente il paio  e la loro bella figura per l’inefficienza dei locali  che sono stati “ammodernati” soltanto di recente, ma  già “in alcune aule – sottolineano i ragazzi-  quando piove ci vuole l’ombrello per l’ acqua  che filtra copiosa dal soffitto,  gli impianti idraulici  non funzionano e quelli elettrici sono a rischio  e con i fili di fuori. Per quello che riguarda la sicurezza, poi,- rivelano ancora i rappresentanti dell’istituto- ci sono gli estintori  scaduti già dal maggio 2006, mentre nel piano di evacuazione è stata predisposta una scala di sicurezza, ma non si può accedervi perché non c’è la porta di uscita”. Situazione paradossale difficile soltanto a credersi ma che purtroppo rispecchia una realtà con la quale gli studenti si misurano giornalmente. Più triste è però il dover constatare come purtroppo queste deficienze si prolungano nel tempo e chi, gli amministratori in questo caso, dovrebbe dare delle risposte concrete, quasi sempre latita.

Dicembre  2007 www.tropeaedintorni.it © 1994-2007 - Tutti i diritti sono riservati.  Web master e design  Francesco Barritta