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Gratteri Nicaso "Fratelli di sangue"Presentazione del libro “Fratelli di sangue” di Antonio Nicaso e Nicola Gratteri

Un libro che racconta l’evoluzione della ‘ndrangheta

“Ammazzateci tutti”  e il comune di Nicotera presentano l’inchiesta sulla ‘ndrangheta


di Dalila Nesci

foto www.ammazzatecitutti.org

 

La presentazione del libro "Fratelli di sangue" è avvenuta presso il Liceo classico di Nicotera, organizzato dal movimento antimafia "E adesso Ammazzateci Tutti" e patrocinato dal comune di Nicotera.

Antonio Nicaso e Nicola Gratteri in questo libro raccontano l’evoluzione della ‘ndrangheta, della sua capacità di adeguarsi alle esigenze del mercato e viene analizzata come fenomeno sociale dai risvolti inquietanti.

Antonio Nicaso è uno storico delle organizzazioni criminali, uno dei massimi esperti di ‘ndrangheta nel mondo. Ha pubblicato altri 17 libri, tra cui alcuni diventati bestseller internazionali; "Fratelli di sangue" è la più importante inchiesta mai pubblicata sulla ‘ndrangheta.

Coautore del libro insieme a Nicaso è Nicola Gratteri il procuratore aggiunto presso la Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, un magistrato fra i più esposti nella lotta contro la ‘ndrangheta.

Tavolo di lavoro presentazione del libroLa loro inchiesta descrive come questa organizzazione criminale sia riuscita nel silenzio a rafforzarsi e che oggi ha un giro di affari che si aggira intorno ai 43 miliardi di euro.

L’istituto superiore in cui è avvenuta la presentazione ha visto la partecipazione di molti studenti i quali sono poi intervenuti con riflessioni e domande sull’argomento mafia.

Giuseppe Neri, dirigente dell’istituto superiore che ha ospitato l’evento e moderatore, ha accolto i relatori.

Il sindaco di Nicotera, Salvatore Reggio, ha ribadito che la scelta della sua amministrazione, la quale ha patrocinato l’evento, è stata proprio quella di privilegiare attività culturali volte a propugnare la legalità <<il diritto dei cittadini è quello di riappropriarsi degli spazi della propria città, ed il compito delle istituzioni è quello di fornire gli strumenti affinché ogni cittadino possa partecipare agli eventi che questa può offrire>>. Il sindaco Reggio è già il fautore di molte delle iniziative culturali che si svolgono a Nicotera, l’obiettivo è quello di "fornire ai giovani spunti riflessione".

Aldo Pecora, portavoce del movimento "Ammazzateci tutti", ha invitato a invitato il pubblico a riflettere sulla "presenza opprimente della mafia" nei nostri territori. Pecora è un giovane che vive a Polistena " un paese a metà tra la cosca ionica e quella tirrenica" dice -, e sa bene quanto i nostri territori siano condizionati e alcune volte addirittura gestiti dalla mafia. Ha ricordato che diverse sono state le amministrazioni sciolte per infiltrazione mafiosa e quanto sia importante che i cittadini onesti siano vicini a quella parte sana delle istituzioni. "Dobbiamo supportare quelle amministrazioni che non intendono abbassarsi alla logica del compromesso".

Nicola GratteriÈ intervenuta anche l’avvocato Giovanna Fronte, referente dell’ associazione "Libera" a Vibo Valentia. Si è presentata sentendosi "cosciente del fatto che chi parla ai giovani è investito di una forte responsabilità". "Ai giovani -dice la Fronte-, spesso vengono negate alcune libertà quando noi adulti non insegnamo loro ad essere cittadini attivi. Essere cittadini significa donarsi, partecipare e soprattutto proporre". L’avvocato invita alla denuncia delle illegalità e dei soprusi; "spesso siamo sempre immobili nell’attesa che qualcuno ci venga a risolvere i problemi, invece bisogna reagire per uscire dallo stato di necessità in cui noi calabresi viviamo". L’avvocato Fronte è l’unica che ha deciso di sostenere la battaglia di Nello Ruello, testimone di giustizia anche lui a Nicotera per la presentazione del libro "Fratelli di sangue".

L’intervento di Ruello è stato molto toccante, denso di speranza e voglia di riscatto "non abbassate la testa, reagite ai soprusi e agite legalmente". Lui è un uomo che si è ribellato alla mafia, ma che tutt’ora vive sotto scorta. Qualcuno crede che "parlare" gli sia costato la libertà personale (alcuni uomini lo scortano in ogni momento della giornata), ma Ruello solo da quando ha denunciato si sente un "uomo libero".

L’intervento atteso di Antonio Nicaso ha concluso l’evento: "noi ci accorgiamo della mafia solo quando fa rumore, quando spara, quando uccide; dovremmo invece capire che la mafia si nutre di comportamenti, dei nostri atteggiamenti omertosi, della nostra mafiosità". Nicaso ribadisce che se la mafia fosse solo un’organizzazione criminale l’avremmo sconfitta, ma la società non intende sconfiggerla! Ecco perché io oggi sono ottimista -dice- perché credo in voi giovani, in Antonio Nicasoquei giovani di Ammazzateci Tutti che vogliono cambiare e che insegnano a noi adulti che loro non sono il futuro, ma sono già il nostro presente". Le parole di Nicaso non hanno lasciato indifferenti gli studenti che lo hanno seguito con grande trasporto.

Ad organizzare l’evento è stata Lia Staropoli coordinatrice del gruppo "Ammazzateci Tutti" di Vibo Valentia :"sono stata piacevolmente sorpresa dalla presenza di molti giovani del territorio che hanno dimostrato grande sensibilità e maturità nell’affrontare il tema".

Un libro alcune volte può cambiarti la vita, può aprirti la mente o lasciarti indifferente. Per noi calabresi leggere un libro sulla mafia potrebbe non sconvolgerci, conosciamo bene la situazione in cui versa la nostra società e ci scontriamo ogni giorno, chi più chi meno, col "dritto" di turno. Perciò potrebbe auspicarsi che certi testi come "Fratelli di sangue" entrino a far parte dei programmi scolastici o magari essere utilizzati dai docenti per fornire spunti di riflessione ai propri studenti.

Fornire dati, notizie e approfondimenti sul tema delle organizzazioni criminali, servirebbe ad evitare che le giovani menti vengano forgiate da atteggiamenti mafiosi o che ancor peggio crescano assuefatti alla logica del sopruso.

La scuola soprattutto ha il dovere di insegnare ai ragazzi la capacità di discernimento; questo delicato compito non può essere delegato solo alla famiglia la quale non sempre ha i mezzi per fornire un’ educazione completa ai propri figli.

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