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Intervista a:

Mario Lorenzo Presidente della Pro loco di Tropea
La chiusura, seppur temporanea, dell’ufficio di Informazione e Accoglienza Turistica causerebbe molti disagi non solo ai turisti


di Francesco Barritta
foto Salvatore Libertino


Tropea - Dopo la notizia divulgata lunedì da queste pagine circa un’imminente chiusura temporanea per molti uffici delle Pro loco calabresi, dovuta allo slittamento della data di inizio del Servizio Civile Nazionale (Scn), abbiamo voluto analizzare con il Prof. Mario Lorenzo, presidente della Pro loco Tropea, lo stato attuale dell’ente principale presente sulla Costa degli Dei, che in questo periodo continua a registrare un cospicuo numero di presenze, composte in gran parte da turisti provenienti dal nord Europa. Prima di entrare in merito al discorso, va aggiunto che le Pro loco sono associazioni senza fini di lucro e le cariche sono tutte rivestite da volontari.

Analizzando la questione, Lorenzo fa notare che la chiusura, seppur temporanea, dell’ufficio di Informazione e Accoglienza Turistica (Iat) presente presso la Pro loco, causerebbe molti disagi non solo ai turisti. Parlando del lavoro svolto dall’ente che rappresenta, Lorenzo afferma infatti che «durante l’arco dell’anno riceviamo presso il nostro ufficio centinaia di telefonate al giorno e di visite di gente che chiede ogni tipo di informazione non solo su Tropea, ma anche sul resto della provincia. Le richieste provengono indistintamente da turisti italiani e stranieri, e giungono ormai numerose anche attraverso nuovi canali, come ad esempio per posta elettronica».

Ovviamente notiamo un pizzico di orgoglio nella sua voce quando illustra gli strumenti di lavoro presenti in sede, allestita con moderne postazioni di computer dotati di collegamento Adsl, scanner e stampanti, oltre al materiale cartaceo sulla città, il tutto utilizzato per rispondere al meglio alle esigenze dell’utenza.

Proprio passando al discorso riguardante il materiale informativo, il presidente vuole porre all’attenzione alcuni suoi interrogativi e precisa che «come Iat, a causa della carenza di materiale informativo, non siamo in grado di rispondere alle numerose richieste dei turisti riguardanti il resto della provincia, ed essendo chiuse le Azienda di promozione Turistica non sappiamo a chi indirizzarli. Tutti pensano di avere a che fare con un’Apt o con l’Ente Turismo. Come mai – prosegue perciò Lorenzo – gli enti delegati, che dovrebbero essere preposti a promuovere il turismo nell’intera regione, non si sono mai preoccupati di interpellare anche le Pro loco dei centri ad alta vocazione turistica per conoscere le reali esigenze del turista? Capita spesso che Presidenti di altre pro loco del nord Italia in visita nella nostra città si complimentino con noi per la professionalità e le competenze nell’accoglienza turistica, ma  si meravigliano per la mancanza di materiale turistico provinciale e regionale. È quindi una carenza, forse, solo della nostra regione?».

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