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Collaborazione sinergica tra Collettività,

Amministrazione comunale e Forze dell’Ordine
Siglato il Protocollo d'Intesa
Presenti nella sala delle conferenze del Museo Diocesano di Tropea i Comuni di Briatico, Drapia, Filandari, Joppolo, Limbadi, Nicotera, Parghelia, Pizzo, Ricadi, Rombiolo, San Calogero, Spilinga, Tropea, Zaccanopoli, Zambrone e Zungri

 

di Caterina Pandullo

foto Salvatore Libertino

E’ stato siglato stamattina il Protocollo d’Intesa tra la Prefettura – U.t.G di Vibo Valentia ed i Comuni di Briatico, Drapia, Filandari, Joppolo, Limbadi, Nicotera, Parghelia, Pizzo, Ricadi, Rombiolo, San Calogero, Spilinga, Tropea, Zaccanopoli, Zambrone e Zungri, rientranti nell’ambito territoriale della fascia costiera e Monteporo per la costituzione del Comitato d’indirizzo per la Sicurezza e la Legalità. Presenti nella sala delle conferenze del Museo Diocesano di Tropea (sede del Comitato nella sua composizione), dove è avvenuto l’incontro per la firma, il prefetto della provincia di Vibo Valentia, Vincenzo Greco, i sindaci dei Comuni sopra menzionati (per Parghelia e Nicotera i commissari straordinari e per S, Calogero il commissario prefettizio), il comandante provinciale dei Carabinieri,  Vasaturo, il comandante provinciale del Corpo Forestale dello Stato, Borrelli, il comandante del Nucleo di Polizia Tributaria Guardia di Finanza, Scozzese, il vice questore vicario, Grimaldi, il vice prefetto vicario, Cirillo. Nell’intervento introduttivo  il sindaco Euticchio ha parlato di “giornata eccezionale per la portata dell’evento che avvia un nuovo ruolo per i Comuni, non più semplici spettatori del fenomeno mafioso ma  a fianco delle Forze dell’Ordine nell’azione preventiva contro la criminalità”. Il prefetto ha ringraziato i sindaci presenti che “hanno colto l’importanza dell’iniziativa che s’inquadra nel programma straordinario d’interventi in Calabria, caratterizzato dalla concezione innovativa del tradizionale rapporto tra il Ministero dell’Interno e le realtà locali”. Per realizzare un sistema capillare  di sicurezza, ha aggiunto, il territorio vibonese è stato suddiviso in tre ambiti territoriali: quello delle Serre, di Vibo e comuni viciniori e  questo della fascia costiera  e della zona di Monteporo. L’attività di prevenzione, ha però  ribadito,  non può essere lasciata solo alle Forze dell’Ordine ma anche a soggetti pubblici e privati che abbiano una legittima possibilità d’intervento”.  Valorizzato il ruolo della Polizia Municipale alla quale  il legislatore ha fornito un contributo prezioso per il controllo del territorio, tramite il vigile di quartiere, ma sono  basilari anche per un sistema integrato di sicurezza il coinvolgimento  e la responsabilizzazione delle realtà associative e dei gruppi di volontariato presenti nel territorio. Prevista la costituzione di un Osservatorio permanente sulla sicurezza che avrà tra i suoi compiti una “lettera alla città sullo stato della sicurezza” per favorire il confronto tra  cittadini e  Istituzioni e finalizzata anche a “incentivare la collaborazione sinergica tra Collettività, Amministrazione comunale e Forze dell’Ordine”. Il prefetto ha poi allargato il discorso al tema della Stazione Unica Appaltante, di cui si sta occupando la Prefettura “ nell’ottica di un miglioramento della Pubblica Amministrazione nella gestione delle procedure relative alle gare di appalto perché le spersonalizza”.  Ricordando che l’iniziativa è stata  già sperimentata con successo nella provincia di Crotone, ha affermato che essa  suscita “non poche aspettative in un  territorio come quello di Vibo,  caratterizzato da una forte presenza di criminalità organizzata”. Non tutti i sindaci sono apparsi  convinti della bontà di questo provvedimento che li priva di una loro prerogativa, infatti nei brevi interventi finali  i sindaci di Joppolo e di Rombiolo hanno espresso perplessità , il primo “non sul principio ma sul funzionamento, perché la burocrazia degli Enti locali non sempre è all’altezza”; il secondo perché “il malaffare non si trova nelle gare di appalto ma dopo l’aggiudicazione”, mentre  il  segretario comunale di Briatico è convinto, per sua esperienza , che “i funzionari del Comune non subiscono alcuna intimidazione, gli accordi illeciti avvengono fuori dall’Amministrazione”.

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