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Carmine AdilardiIl primo a voler dire la sua è stato Carmine Adilardi

«AA cercasi sindaco per Tropea»
C’è chi sta iniziando a scalciare per ottenere attenzione dall’alto, chi si affretta a stringere accordi, calcolatrice alla mano


di Francesco Barritta

foto Salvatore Libertino

Ad un mese circa dalla caduta dell’amministrazione targata Euticchio è tempo di fare le prime riflessioni. Pensando a quanto accaduto negli ultimi tempi si potrebbe pensare che l’attuale stato della politica tropeana si sia ridotto ad una tabula rasa. Le ultime due esperienze amministrative si sono concluse con il commissariamento mentre le ultime due tornate elettorali hanno visto l’elezione di liste ibride, prive di ogni appartenenza politica e con al loro interno incompatibilità insormontabili, che hanno portato ad altrettante e inevitabili catastrofi amministrative. Eppure c’è già chi sta iniziando a scalciare per ottenere attenzione dall’alto, chi si affretta a stringere accordi, calcolatrice alla mano, e fissare paletti. Il nostro compito sarà quello di raccontare ogni tappa d’avvicinamento alle prossime elezioni, per consentire ai cittadini più coscienziosi di poter scegliere consapevolmente il proprio futuro. Illustreremo quindi, con una serie di articoli, non solo i pareri dei politici ma anche quelli della gente comune. Il primo a voler dire la sua è stato Carmine Adilardi, già più volte consigliere comunale con un passato da autorevole militante nella destra, sia locale che provinciale. La sua idea è quella di affidare la guida della città nelle mani di un illustre personaggio, sul modello Sgarbi,  che divenne sindaco di Salemi su invito della DC e dell’UdC locali. «Se solo potessi - ha esordito Adilardi -, inserirei domani stesso su tutti i quotidiani nazionali questo avviso: AA cercasi sindaco per Tropea». Dopo aver buttato giù questa proposta, per nulla provocatoria, Adilardi spiega che «in un momento in cui sono assenti i punti di riferimento, in cui il dibattito politico viene quotidianamente mortificato, per non dire che è del tutto assente, in cui, insomma, manca una classe dirigente, quella di offrire ad un uomo esterno, che si è distinto a livello nazionale e internazionale nel campo della cultura, dell’imprenditoria o della politica, l’opportunità di guidare la città, sarebbe davvero la cosa migliore». Secondo Adilardi, però, «questa persona dovrà essere innamorata e, quindi, profondamente interessata alla nostra terra e vogliosa di spendere cinque anni della sua vita per Tropea». In un disegno politico simile, l’eventuale personaggio troverebbe «una grande risorsa dalla quale attingere - spiega Adilardi - e con la quale iniziare il suo percorso, ovvero la componente associazionistica locale». Tropea conta infatti un numero altissimo di associazioni  che operano instancabilmente sul territorio. «Sono oltre cinquanta - puntualizza Adilardi - le associazioni riunite a Tropea nella “Consulta delle Associazioni”, che rappresenta, di fatto, l’organo più importante della città». Pensando al lungo periodo, però, Carmine Adilardi intravede una via d’uscita allo sconcertante stato attuale delle cose, fondata sul rilancio del turismo e sui giovani. «È ora che la generazione di politici alla quale appartengo si faccia da parte, a cominciare da me. C’è infatti bisogno di rifondare questo paese - prosegue - ed è necessario che ciò parta dai giovani. L’unica alternativa è infatti quella di affidare a loro il compito di risollevare le sorti di Tropea, ma penso solo a ragazzi tra i 18 e i 30 anni, magari da reclutare tra i tanti studenti universitari appartenenti a quelle classi sociali che vivono di turismo, che operano nel settore ed hanno idee nuove, voglia di riscatto, come ad esempio commercianti, piccoli imprenditori, albergatori e ristoratori, liberi professionisti, artigiani, e tutti quei giovani che lavorano nell’indotto». Il suo auspicio ultimo, perciò, è quello di mandare a Palazzo Sant’Anna facce fresche di giovani puliti, ricchi di entusiasmo e voglia di rivoluzionare il sistema

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