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Consulta delle associazioni di TropeaConsulta delle associazioni di Tropea
“L’uomo e l’ambiente”
Le problematiche ambientali

di Caterina Pandullo
foto Salvatore Libertino


Problematiche ambientali e possibili soluzioni al centro dell’incontro-dibattito “L’uomo e l’ambiente”, organizzato dalla Consulta delle associazioni di Tropea, presieduta da Vittoria Saccà che ha moderato gl’interventi. Presenti l’assessore regionale all’Ambiente, Silvio Greco; il presidente del Consorzio per la promozione e lo sviluppo della Costa tirrenica, Mommo Pungitore; il presidente del Circolo Legambiente di Ricadi, Franco Saragò; l’assessore all’Ambiente della provincia di Vibo, Insardà, il vicepresidente di “Città Aperta” di Vibo, Antonio D’Agostino; il coordinatore del Gruppo comunale di Protezione Civile, Antonio Piserà e la referente del progetto “Oikos” del liceo scientifico, Antonietta Furchì. Argomento d’apertura “La cementificazione e l’erosione delle coste”, su cui si è soffermato Saragò puntando il dito contro “la gestione illegale dei Piani regolatori che vengono aggirati dalle Amministrazioni comunali consentendo di edificare anche su terreno agricolo e a trenta metri dal mare”. Da qui il disordine urbanistico e l’inquinamento  marino su cui pesa anche il fatto che “non esiste un censimento dei posti letto, nè si ha contezza di dove vanno a finire i liquami e di dove vengono svuotati i pozzi neri”. Piserà  evidenziando la finalità  di prevenzione e monitoraggio del territorio della Protezione Civile, ha fatto notare come in realtà il 70% degli interventi è dovuto ai comportamenti scorretti degli uomini e non a calamità naturali, come dimostrato dalla frana del 29 gennaio, causata dall’accumulo dei rifiuti. Ha quindi elencato il piano d’intervento della P.C. sul territorio, tra cui il monitoragio delle fiumare naturali deviate dall’uomo e ha proposto, in risposta alle “ronde” Consulta delle associazioni di Tropeadi sicurezza,  l’istituzione di ronde ambientali. Pungitore ha parlato di un Sistema turistico locale che coniughi pubblico e privato per offrire concrete opportunità di sviluppo non solo economico e sociale ma anche ecosostenibile. Ha quindi ricordato  due progetti in difesa dell’ambiente  proposti dal Consorzio della costa tirrenica. “Per l’erosione costiera, ha affermato, su impulso dell’assessore Silvio Greco che ha appoggiato il progetto integrato che va da Pizzo a Nicotera, si sta costituendo un’equipe tecnica, mentre l’altro progetto riguarda il sistema fognario”. Secondo Pungitore inoltre è fondamentale riuscire a responsabilizzare i Comuni sulla depurazione e sul sistema fognario e raddoppiare l’inceneritore di Gioia Tauro. L’assessore Insardà ha posto l’accento sull’illegalità diffusa, sull’importanza del “volere bene” al territorio e del controllo, sulla raccolta “porta a porta”. D’Agostino ha riferito le cifre sui rifiuti della Calabria che ammontano ad 1milione di tonnellate all’anno, cioè due volte quanto ne produce la sola città di Napoli, per cui non dovrebbe essere difficile smaltirli. La loro composizione poi, cioè il 40% organico, il 40% secco riciclabile e solo il 20% secco non riciclabile, dovrebbe consentire un recupero dell’80%. “Purtroppo, ha fatto notare, nella nostra regione, è stata ribaltata la filosofia del Codice dell’Ambiente (decreto legislativo 152/2006), secondo cui la pratica normale deve essere il recupero e quindi il riutilizzo dei rifiuti e solo come pratica residuale si dovrebbe ricorrere all’inceneritore e alle discariche”. In Calabria avviene il contrario. Nell’intervento conclusivo l’assessore Greco, facendo riferimento alla classe politica calabrese, ha parlato di “società civile cooptata dalla politica, di democrazia incompiuta, di gioco delle parti e di politica gestita come strumento di potere”. Sul problema ambientale ciò che incide in maniera rilevante è, a suo avviso, l’illegalità. E specifica: si costruisce sul mare per cui si è costretti poi a portare rocce che creano stravolgimenti; ci sono circa 700 discariche illegali; dei 700  depuratori, 400 non funzionano perché mai collettati e 300 costruiti sulla base della popolazione residente con difficoltà a  reggere il carico antropico estivo. Per l’assessore regionale occorre utilizzare al meglio i fondi Por 2007-2013; affrontare il problema su macroscala  e avviare  un nuovo modello di confronto con gli amministratori locali che, a loro volta, si devono consorziare e non agire singolarmente. Il suo auspicio finale è rivolto alla politica affinchè “recuperi la funzione originaria di servizio alla collettività”.

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