Gli amici dell'associazione Pier Giorgio Frassati nel 1959Mi ricordo in Largo Galluppi...

Attraverso una romantica rievocazione, riemergono i ricordi di una città che, per molti concittadini è rimasta un mito impresso nella memoria e nel cuore.

di Enzo Taccone

Tutti gli anni amo ritornare tra i luoghi che hanno visto la mia infanzia.
Quasi sempre accompagno i miei amici turisti ai quali spiego volentieri, aggirandomi tra i vicoletti, la parte più bella di Tropea, quella dei portali con gli stemmi, delle case adagiate sulla rupe, dei palazzi pieni di buchi.
Largo Galluppi, quando ero bambino, non era asfaltato e spesso si riempiva di ragazzi per animatissime partite al pallone con rotture frequenti di vetri e sequestro immancabile dell’oggetto del reato da parte dei carabinieri.
Mi ricordo il palazzo bruciato, (ora palazzo Negro), i cavalli e la scuderia dei carabinieri, i giochi "cu pirrocciulu", "a nastula", "a mmucciatea", "a mazza cu surici", "e cavalletti".
Ho cambiato per tre volte abitazione, rimanendo sempre nella piazza che si chiama largo Galluppi - mi hanno spiegato - perché prima c’era il monumento del filosofo. E’ la piazza più grande del centro storico ed è la più suggestiva.
Ogni anno arrivava verso ottobre una carovana di asinelli con delle piccole botti legate ai fianchi. Per noi ragazzi era una festa grande. Come gli orsi si avventano eccitati sui salmoni, così ci davamo un gran da fare per alleggerire il carico destinato alle cantine di Bragò succhiando con una cannuccia di paglia dorata il dolcissimo mosto.
Si vendevano le ricotte, l’olio, la varechina vibonese, e c’era il banditore che gridava: "Cu voooli! a cicineeea! frisca friiisca!".
Era il tempo in cui mastro Vevè mi portava al mare. Scendevamo dalla scala dei carabinieri e con una camera d’aria mi insegnava a nuotare. Lavorava col papà dall’alba al tramonto tra suole, colle e chiodini. Cantavamo insieme alla novena dell’Immacolata: "Specchio sei di santitade, pura rosa senza spina..." L’organo funzionava con il mantice e sul mobile che lo ricopriva facevamo con i chiodi dei buchi con i nostri nomi.
Nel periodo di Natale giocavamo a tombola e mangiavamo dolci e fichi infornati a forma di croce, con dentro mandorle e noci.
Si faceva un grandissimo presepe. Era stupendo per l’acqua scorrevole, le piante, le luci ed i pastori.
A primavera prendevo le rondinelle con un cappio, legando una piuma all’estremità di un filo strappato dalla coda del cavallo, ma poi le liberavo così potevano costruire il nido.
Salivo sui tetti, frequentavo i magazzini, le cantine, i sotterranei dell’Ospizio di Santa Rita e della Ripa dove c’erano i rifugi della guerra. Ero affascinato dai segreti che mi ricordavano il passato.
Frequentavo molto l’Associazione Cattolica "Pier Giorgio Frassati" la cui sede si trovava vicino alla Chiesa di San Demetrio dove c’è un sublime portale gotico che dovrebbe essere un monumento nazionale.
Don Armando Granelli mi ha dato molto più di quanto ci si poteva aspettare dal migliore degli amici. Mi ha voluto bene come un figlio e come sempre succede nelle cose belle, arriva il giorno in cui il giocattolo si rompe: fu proprio lui ad aiutarmi a trovare un lavoro a Milano. Il distacco ci procurò una ferita profonda.
Ogni anno, nel periodo pasquale, andavo con l’amico Sisoè, (uno portava l’acqua l’altro il sacchetto per le offerte), a benedire le case della Parrocchia. Per questo conosco bene gli interni delle case della vecchia Tropea e so con quanto amore i tropeani le tengono pulite. Mi ricordo che in ogni nostra visita ci fermavamo sempre nella cucina.... che buoni odori sono rimasti impressi nella memoria. Mi sarei fermato a mangiare tutte le volte che ci invitavano, ed erano tante...
Questo tuffo nel passato mi ricorda la semplicità che avevo da bambino e guardando il teatro della mia infanzia non riesco più a ritrovarmi come allora.
I compagni di gioco e di scuola sono oggi ottimi papà: la lontananza e le scelte della vita ci hanno distaccati. Rimane però l’amore grande per il posto dove siamo nati, dove siamo cresciuti.

Redazione Tropea e dintorni

 

 

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